C’è un pizzico di impazienza nel “core presciatu” dei leccesi: i giorni della festa patronale si avvicinano portando con sé emozioni cangianti, tra sfumature di inquietudine e allegria.
Il centro storico cambia volto con le imponenti luminarie De Cagna, a partire dalle “spalliere” che incorniciano piazza Sant’Oronzo e sembrano espandersi portando la luce lungo via Trinchese, volteggiano fino a Porta Napoli e scorrono come un fiume raggiante fino a piazza Duomo, poi al di là di Porta San Biagio dove si arrotondano nella cassarmonica, scrigno d’architettura complessa ed effimera.
Qu elle spirali, quegli archi, le foglie stilizzate, le trame che brillano e ammaliano lo sguardo dialogano con le forme ardite e pompose scolpite nella pietra morbida dagli scalpellini chiamati a decorare facciate sacre, portali nobiliari e balconi sorretti da puttini alati.
